La testimonianza di Sandra Nalin

RICORDANDO WILLIAM

Le porte dell´ascensore si chiudono e risalgo al mio ufficio. Ho appena accompagnato all´uscita un distinto signore dall´abbigliamento casual, il volto sorridente ed al contempo indagatore, un atteggiamento calmo e sicuro, privo d´ostentazione.

Mi ha raccontato della sua “creazione”: COLOR YOUR LIFE, con i suoi progetti che fanno prendere spazio ai giovani e venir voglia davvero di sostenerli; sento ne nascera´una bella e fruttuosa collaborazione.

Sono passati diversi anni ormai da quell´incontro, che resta tuttavia ancora ben scandito nella mia mente.

No, non mi sbagliavo, ne e´seguita davvero una piacevole e profittevole collaborazione; quello che non immaginavo era che ne scaturisse anche una sorprendente relazione amicale, di stima e supporto reciproco.

„Da grande voglio fare il bambino”, mi hai detto una volta. Oh, quanto questa tua affermazione racconta di te, mio caro William!

Racconta della tua risoluta convinzione del diritto ad inseguire ciascuno il proprio sogno. E parliamoci chiaro, non hai mai inteso il vano sognare ad occhi aperti, al contrario predicavi che ogni sogno si puo´realizzare solo se si e´disposti a sudarci sopra, o nelle tue parole, a “studiare, studiare, studiare, lavorare, lavorare, lavorare”.

Ci rivela la tua freschezza e liberta´di pensiero. Io, che per diversi anni avevo lavorato a progetti di reinserimento sociale in organizzazioni non-profit, che non di rado si arenano in un attegiamento di pietismo controproducente a sviluppare autonomia nelle persone, mi trovavo finalmente di fronte una persona, con un´esperienza da manager aziendale, che pensava all´aiuto come l´avevo sempre inteso: offrire all´Altro degli strumenti per la sua Autodeterminazione.

Perche´ tu, William, cosi´come davi possibilita´, richiedevi impegno; eri accogliente ma esigente, non esoneravi dalla fatica, ma spronavi ad affrontarla. Perche´il sostegno e la fiducia si offrono e si guadagnano.

Ed anche il tuo volto parlava allo stesso modo: un viso che sapeva essere serio ma rilassato, uno sguardo indagatore, alla ricerca del confronto col proprio interlocutore, ma il piu´delle volte sorridente.

Ricordo, piu´di tante parole, l´esempio. L´esempio di una persona che non smetteva di cercare, di provare, di inventare, non si lamentava della fatica e perseguiva il proprio fine con tenacia.

Un po´come volevi che i giovani, di cui ti circondavi, facessero. Un po´come inevitabilmente si finiva per essere ispirati a fare, incontrandoti.

Non ricordo di averti visto preso dallo sconforto davanti alle difficolta´o quando le cose non andavano nel verso sperato.

William, se ti avessi qui ora, ti direi un altro grazie. “Grazie!” per avermi aiutata a realizzare due delle mie esperienze piu´belle.

All´epoca praticavo il triathlon e in una gara mi ero qualificata per il campionato mondiale di Ironman 70.3, la competizione che tutti gli amatori sognano! Ma raggiungere Las Vegas era fuori dalla mia portata. Di buona lena avevo preparato una presentazione del mio progetto-gara e cercavo dei finanziatori. Dopo un paio di no, pensavo sarei “rimasta a terra”. Ma tu hai riposto fiducia in me e con il tuo supporto ho trovato chi mi ha sostenuto economicamente.

E il bello e´venuto dopo, quando ho potuto raccontare ad una folla di ragazzi cosa significasse non solo quella gara, ma soprattutto la pratica sportiva che tanto puo´insegnare in quanto a determinazione, disciplina e resilienza. Quell´incontro e´stato davvero emozionante.

Ed emozionante e´ricordarti, caro William.

Con e oltre al ricordo, spero di continuare a praticare quello che mi hai lasciato.

Ciao William.

Con affetto,

Sandra