Scrivere un pensiero su William Salice non è facile, primo per la personalità di grande spessore, e poi per il carattere del personaggio. Sì! Proprio del personaggio, mi viene da dire, perché a mio parare, di questo si tratta.
Quando mi è stato presentato questo signore sapevo solo che era stato l’inventore degli ovetti Kinder e che aveva costituito una fondazione per valorizzare i talenti dei ragazzi.
La cosa attirò subito la mia attenzione soprattutto per questo fatto di poter valorizzare i talenti dei ragazzi. Noi siamo, e forse qualche anno fa lo eravamo di più, tutti presi a trovare un giusto spazio e un riconoscimento per gli studenti con difficoltà e … i bravi” hanno una struttura già tale per cui possono camminare con le loro gambe”, si diceva. Pensiero che nasce quando le risorse sono poche e i problemi sono tanti.
Ma perché dare per scontato che un ragazzo bravo o “geniale” per alcuni aspetti lo è da sé e punto e basta? Cosa dobbiamo fare per questi ragazzi? Dal momento che camminano con le loro gambe, possono arrangiarsi? E le loro idee? Non vanno anch’essi accompagnati e guidati? Sollecitati e incoraggiati?
Ero molto curioso.
Venne una mattina con due altri signori suoi amici. Mi aspettavo una persona di una certa età in giacca e cravatta, con la valigetta….
Arrivò un signore simpatico, con un pullover rosa, giaccone aperto, borsetta sulla spalla di quelle di stoffa di colore naturale, un basco a quadri scozzese rosso, con il pon pon…..
Si presentò’ dandomi la mano e regalandomi subito una borsetta uguale a quella che portava con il materiale informativo del Color.
Mi parlò in modo piacevolmente disordinato, di sogni dei ragazzi, di quando lui faceva il piazzista, di quando provava la Nutella ogni lunedì mattina alla Ferrero, di valorizzare i talenti, del progetto del concorso e di Loano.
Mi si aprì un mondo…. Finalmente qualcuno che si preoccupava di qualcosa di diverso …Qualcuno che voleva valorizzare, facendole emergere, le caratteristiche di un uomo in formazione.
Ecco quello che mancava nella scuola, quello che non riuscivo a trovare per dare un tocco di soddisfazione ai ragazzi normali che da tali potevano diventare eccezionali.
A lui noi dobbiamo quel tocco di “altro” che ha caratterizzato e caratterizza una certa progettualità della nostra scuola, a lui riconosciamo ciò che di ritorno dall’esperienza dei campi di Loano hanno riportato i nostri ragazzi divenuti Color, a lui spetta un nuovo modo di progettare da allora basato su un concetto che nella scuola fatica ad entrare, il concetto di impresa.
Essere imprenditore di se stessi….
Questa la sua frase alla base del suo progetto di vita, personale e della sua fondazione.
A lui dobbiamo la forza di spinta a non arrendersi, la forza e lo spirito a ricercare e trovare qualcosa per ognuno, l’attenzione alle esigenze di ciascuno e delle sue aspirazioni.
A lui noi educatori dobbiamo l’incontro con altri docenti, di altre realtà, il modello Loano, una nuova modalità di lavorare assieme, un certo rigore nella struttura delle attività il vero ” mettere al centro” l’aspirazione del ragazzo, il generare competenze.
Grazie William per tutto ciò che ci hai dato. Per come hai cambiato le prospettive dei ragazzi e dei docenti che hanno creduto in te e che ti hanno seguito.
Hai lasciato un segno indelebile in noi che abbiamo collaborato con te, hai instillato una goccia nuova sul modo di fare impresa considerando la persona come valore sostanziale, favorendo lo sviluppo delle varie identità, generando uomini dotati di un qualcosa in più.
Sono stati anni indimenticabili, anni di sviluppo di un pensiero nuovo misto di scuola, educazione, progettualità. Un periodo in cui “si guardava avanti”. Ciascuno di noi cerca di far proprio ciò che hai trasmesso nelle piccole cose di ogni giorno, memori del valore ricevuto e responsabili di dover andare avanti ciascuno come può, con i mezzi che ha a disposizione, con il suo modo di fare.
A tutti i ragazzi e colleghi che lo hanno conosciuto, mi sento di dire di non dimenticare lo spirito di William e di cercare, ricordandolo, di trasferire nelle future generazioni il suo spirito vitale, la sua dedizione, il suo messaggio.
E a noi il ricordo di un uomo libero, sempre presente come un’ombra che compariva e scompartiva nel chiostro di Loano, giovane e moderno, con i suoi pullover coloratissimi e il suo sorriso sornione che aveva sempre qualcosa di profondo da comunicare.
Grazie William
Silvio Grotto già dirigente scolastico dell’IC. Fusinato di Schio, ora dell’I.I.S Tron Zanella di Schio (VI)
